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Ferraris, Confcommercio alza il livello dell’attenzione: «Bene i chiarimenti, ma sui negozi serve un confronto vero prima delle scelte»

La riqualificazione dello stadio Luigi Ferraris non incontra una chiusura preventiva da parte dell’associazione, ma sul capitolo commerciale la richiesta è quella di regole chiare, limiti precisi e un confronto anticipato con chi rappresenta le imprese del territorio. Il nodo riguarda soprattutto i circa 10 mila metri quadrati destinati anche a funzioni economiche connesse al progetto

Sul futuro dello stadio Luigi Ferraris arriva un’apertura prudente, ma accompagnata da una richiesta molto precisa. Confcommercio Genova, attraverso la Consulta dei Centri integrati di via, prende atto dei chiarimenti emersi oggi in commissione e in particolare dell’indicazione fornita dalla sindaca Silvia Salis, secondo cui gli spazi previsti nell’operazione sarebbero destinati a funzioni collegate al museo sportivo, ad attività commerciali legate allo sport, alla medicina sportiva e alla ristorazione. Un passaggio che viene considerato utile, perché aiuta a delimitare meglio il perimetro dell’intervento, ma che per l’associazione non basta ancora a sciogliere tutti i nodi.

Il punto sollevato da Confcommercio Genova è che una quota di circa 10 mila metri quadrati con destinazioni anche commerciali non può essere trattata come un aspetto secondario del progetto. Al contrario, proprio la consistenza di quegli spazi impone, nella lettura dell’associazione, un confronto preventivo, serio e trasparente con le categorie economiche che operano sul territorio e che potrebbero subire effetti diretti dalle scelte urbanistiche e funzionali legate alla riqualificazione del Ferraris.

A mettere a fuoco questa preoccupazione è Umberto Solferino, presidente della Consulta dei Centri integrati di via di Confcommercio Genova, che invita a non sottovalutare la portata della componente commerciale inserita nel progetto. Il suo ragionamento è semplice: se davvero si vuole rassicurare il territorio, allora bisogna chiarire in modo puntuale quali saranno le destinazioni effettive, quante superfici verranno impegnate, quali tipologie di attività saranno ammesse e quali limiti verranno fissati. Anche il tema della ristorazione, secondo Solferino, dovrà essere affrontato con equilibrio, evitando soluzioni che possano entrare in collisione con il tessuto urbano e commerciale già esistente.

La posizione dell’associazione, dunque, non è di opposizione pregiudiziale alla trasformazione dello stadio. Confcommercio Genova ribadisce anzi di non essere contraria alla riqualificazione del Ferraris in sé. Ciò che viene chiesto è che il progetto, man mano che prende forma, non lasci zone grigie proprio sul fronte delle attività economiche previste al suo interno. In altre parole, più l’intervento avanza, più diventa necessario definire un quadro di regole certe, con paletti chiari e una condivisione preventiva delle scelte.

Sul piano politico e urbano, la richiesta va letta come un invito a non separare la modernizzazione dell’impianto dal suo impatto sul quartiere e sulla rete commerciale cittadina. Per Confcommercio Genova, infatti, la questione non riguarda soltanto cosa sorgerà dentro lo stadio, ma anche come quelle funzioni si inseriranno in un contesto già esistente, fatto di negozi di vicinato, attività di somministrazione e servizi che chiedono di non essere messi davanti al fatto compiuto.

Il messaggio che arriva dalla Consulta dei Centri integrati di via: bene i chiarimenti arrivati dal Comune, ma adesso serve un passaggio ulteriore. Non bastano indicazioni generali sulle funzioni previste. Occorre entrare nel merito, confrontarsi prima e definire con trasparenza i confini della componente commerciale, perché è proprio lì che si gioca una parte importante dell’equilibrio complessivo del progetto.


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